The Old Guard, la recensione

The Old Guard, recensione

The Old Guard vorrebbe essere un film d’azione intelligente che però si perde a causa di una narrazione fiacca e di una regia poco felice. Peccato per la sempre ottima Charlize Theron.

Con The Old Guard  Netflix si gioca la carta dell’action d’autore proponendoci un film che nelle intenzioni del colosso streaming dovrebbe essere il primo di un nuovo franchise.

Per dirigere questa pellicola interpretata e coprodotta da Charlize Theron è stata infatti scelta una regista come Gina Prince-Bythewood, conosciuta soprattutto per il dramma sentimentale Beyond the lights – Trova la tua voce del 2014.

Una cineasta al suo esordio nel cinema d’azione, chiamata ad una prova affatto facile: portare su schermo l’omonimo fumetto di Greg Rucka e Leandro Fernandez, il cui soggetto è palesemente ispirato la saga di Highlander.

La storia

La storia segue le gesta di un gruppo di mercenari immortali che attraverso i secoli si sono trovati a combattere nelle più importanti battaglie della storia dell’umanità e che sono alla ricerca di missioni che permettano loro di salvare vite e fare del bene.

La banda di guerrieri viene a conoscenza attraverso una serie di sogni (che li uniscono psichicamente) del risveglio di una nuova immortale e si mette sulle tracce di quest’ultima. Nel frattempo c’è chi ha scoperto il loro segreto e vorrebbe catturarli per farne delle cavie studiandone il DNA per scopi economici…

Il gruppo è guidato dalla tormentata Andy (Charlize Theron) ed è composto da Booker (Matthias Schoenaerts), Nicky (il nostro Luca Marinelli) e Joe (Yusuf Al-Kaysani). A loro si aggiunge la nuova compagna Nile Freeman (la sorpresa Kiki Layne). Sul fronte dei cattivi, o supposti tali, vediamo invece l’enigmatico Copley (Chiwetel Ejiofor) e Merrick (Harry Melling), malvagio direttore di una grande casa farmaceutica …

Un cast di tutto rispetto per una storia che ripropone in una chiave non troppo originale la figura del guerriero immortale, il quale non combatte più in solitaria per sé stesso ma si allea con i suoi simili per lottare contro le ingiustizie. La regista statunitense non sviluppa però in maniera convincente un plot già di sé non esaltante, seppur non si possa negare che ci sia qualche momento mediamente godibile. 

The Old Guard, un cinecomic pretenzioso

The Old Guard vorrebbe essere un cinecomic intelligente che dà profondità ai personaggi, sfiora tematiche etiche e morali e prende le distanze dal cinema di puro intrattenimento. Queste intenzioni, per quanto apertamente sbandierate e ben visibili, non portano al risultato auspicato e la pellicola precipita nell’affollatissimo limbo dei film “vorrei ma non posso”. 

La Prince-Bythewood si destreggia come può in un genere che non è il suo e il più grande problema è proprio quello del far convivere intrattenimento e dramma che spesso, anziché amalgamarsi, fanno a cazzotti.

Le scene di combattimento sono discrete ma lontane dall’entusiasmare. L’approfondimento psicologico dei personaggi finisce più volte per annoiare e i primi cinquanta minuti del film (troppi) mancano di tensione narrativa, ritmo e ci si perde costantemente in spiegazioni abbastanza noiose che peraltro sviluppano solo minimamente le backstories.

La seconda parte, quando l’azione prende il sopravvento, coinvolge maggiormente lo spettatore, ma nonostante alcune soluzioni interessanti non è in grado di regalare la sufficienza a un progetto che pare raffazzonato già in partenza e soprattutto privo di pathos e carattere.

Buona prova del cast, un po’ meno tutto il resto

L’aspetto che pare funzionare meglio è una discreta caratterizzazione dei personaggi e una buona prova generale del cast nel quale la Theron fa la parte della leonessa. Dopo Mad Max: Fury Road ed Atomic Blonde l’attrice sudafricana si cala con nonchalance nei panni di una nuova eroina action e ci regala l’ennesima prova convincente.

Kiki Lane è una bella promessa e tra le migliori cose di questo lungometraggio mentre l’attesissimo, almeno da noi, Luca Marinelli – che va detto, non ha molto spazio e battute – sembra limitarsi al compitino senza sfruttare le potenziali opportunità offerte da una produzione internazionale di questo tipo.

Un attore americano della sua età avrebbe buttato su almeno 20 chili di muscoli per prepararsi ad un ruolo del genere, mentre lui, pur bravo quando non c’è da menare le mani, non sembra crederci più di tanto e pare spesso spaesato tra spade, fucili e combattimenti. 

Una sceneggiatura molto deludente

Cosa proprio non possiamo perdonare ad una sceneggiatura che già non brilla per originalità è il personaggio di Merrick (Harry Melling, il Dudley Dursley di Harry Potter), il cattivone di turno, che più che scritto sembra essere stato tagliato con l’ascia bipenne che compare nel film…

Una caricatura mezza schizzata che insegue le (solite) venali motivazioni. Inoltre nel 2020 un villain che di lavoro fa il Ceo di una grande casa farmaceutica priva di scrupoli (Big Phaaarmaaaa!), come direbbe il buon Giampiero Mughini: “Ma dai!!”…

The Old Guard è una pellicola troppo ambiziosa data in mano ad una regista abituata a fare altro e che ha addirittura la pretesa, visto il cliffangher finale, di inaugurare una nuova saga di cui faremmo volentieri a meno. A meno che non si corregga e di molto il tiro.

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