Tyler Rake, la recensione

Tyler Rake, recensione

Tyler Rake, nuovo action movie distribuito da Netflix è un solido film di genere che nonostante una buona regia non riesce a convincere del tutto.

C’era grande attesa da parte degli amanti del cinema action per il recente inserimento nel catalogo Netflix di Tyler Rake (titolo originale Extraction), opera prima della star degli stunt Steve Hargrave, collaboratore ed amico dei fratelli “Marvel” Anthony e Joe Russo, qui in veste di produttori

La storia, basata sulla graphic novel Ciudad – scritta da Ande Sparks insieme agli stessi Russo – racconta del rapimento del figlio di un narcotrafficante indiano da parte di un boss della droga del Bangladesh, e della missione di riscatto affidata ad un silenzioso e micidiale mercenario, Tyler Rake appunto, interpretato dal bellone Chris Hemsworth (Thor).

Diciamolo subito: siamo di fronte ad una pellicola di genere per amanti del  genere e di lì non si scappa neanche per un minuto. La trama è piuttosto semplice, piena di cliché, i personaggi mancano di profondità, le psicologie appena accennate, i cattivi sono macchiette e (quasi) tutto è abbastanza prevedibile… eppure il film funziona discretamente per chi è in cerca di un intrattenimento leggero a base di pura  adrenalina.

Il regista punta forte sull’azione e sulla fisicità del suo protagonista. Hargrave si conferma professionista del mestiere inanellando una scena spettacolare dopo l’altra con belle coreografie, combattimenti e scontri a fuoco avvincenti che culminano con una sorprendente scena di inseguimento in falso piano sequenza di oltre dieci minuti. 

Regia, montaggio e messa in scena convincono fino in fondo, così come la location esotica di Dacca, e sopperiscono ad uno script piuttosto banale che vede nelle poche scene in cui si approfondisce il rapporto tra il mercenario ed il ragazzino prigioniero (al quale ovviamente Tyler si affeziona) i suoi punti più deboli. Ma fondamentalmente tutto gira intorno al protagonista, gli altri personaggi fungono per lo più da contorno, ed Hemsworth è in scena per il 90% del film perciò, da questo punto di vista, i danni sono limitati. 

Le pecche più grandi io le ho viste in una (quasi) totale mancanza di ironia –che in pellicole come questa aiuta sempre –  ed eccessiva seriosità e soprattutto nell’utilizzo di cattivi troppo cattivi e caricaturali  – perciò poco convincenti .

A questo aggiungiamoci pure la bella faccia pulita del protagonista che seppur eccezionale nelle coreografie non è mai del tutto credibile nei panni di un mercenario, considerando che potrebbe fare il modello per Calvin Klein… Insomma, chi è abituato alle facce imperfette e rocciose di gente come Stallone, Schwarzenegger, Bruce Willis, Vin Diesel e Jason Statham fa una certa fatica ad accettare come icona action una specie di Brad Pitt sotto anabolizzanti.

Altro dettaglio estetico poco convincente è il taglio di capelli hipster con tanto di ciuffo biondo da sciupafemmine… A quel punto sarebbe stato meglio una bella rapata a zero!   

Tirando le somme Tyler Rake è un prodotto che non esce di un centimetro dallo stampo del genere – né vuole farl o- e che non deluderà gli appassionati. Ciò detto mi sembra fuori luogo l’entusiasmo con il quale è stato accolto da pubblico e certa critica che lo ha paragonato addirittura a John Wick e The Raid, ai quali non si avvicina neppure di striscio. Poi certo, se lo confrontiamo con una boiata come 6 Underground di Michael Bay (non me ne voglia l’amico Massimo Zammataro) siamo di fronte ad un capolavoro

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