Una vita di giorni impossibili, la recensione di Giulia Mastrantoni del romanzo con cui Tabitha Bird ha vinto il Queensland Literary Awards 2020 pubblicato in Italia da Biplane Edizioni.

Una vita di giorni impossibili, la recensione

  • Titolo: Una vita di giorni impossibili
  • Autrice: Tabitha Bird
  • Editore: Biplanet edizioni
  • PP: 416

Il romanzo d’esordio di Tabitha Bird, Una vita di giorni impossibili si apre nel 2050, quando Willa Waters ha raggiunto l’età di 93 anni.

Il suo taccuino è fitto di liste: cose da non dimenticare, nomi da ricordare, eventi da tenere a mente. Willa si preoccupa di appuntare tutto, perché la sua memoria non è più quella di una volta.

D’altra parte, con una vita come la sua, sarebbe difficile per chiunque ricordare esattamente cosa è successo e quando. Cosa significa, però, l’appunto “trovare super Willa con gli stivali gialli”? E perché mai dovrebbe essere nella lista delle certezze di Willa?

Era il 1965 quando Willa era in cortile con sua madre, Ebony, sforzandosi di attirare l’attenzione della donna su quella buffa figura all’orizzonte. Non riusciva forse a vederla anche lei? Sì, Ebony riusciva  a vederla, certo, ma non era interessata. La cosa più importante era far sì che suo marito rientrasse a casa e trovasse una cena decente e un numero appropriato di birre. Ma la figura all’orizzonte, insisteva Willa, mentre rimirava i propri stivali gialli, un regalo della nonna. Distratta dall’orizzonte e dagli stivali, Willa non si accorgeva che Ebony cercava di prepararsi all’inevitabile.

È il 1990 quando Willa riceve una telefonata da Lottie, sua sorella. Ubriaca e probabilmente sotto l’effetto di droghe, Lottie chiede a Willa di poter restare da lei fino a che le cose con il suo ragazzo non si saranno riappianate. Willa si è sempre occupata di Lottie, ma negli ultimi anni ha deciso che è ora di smetterla. Che Lottie iniziasse a cavarsela da sola! Però Lottie è tornata a casa del padre, un uomo che sia lei che Willa temono. Sull’onda del momento, Willa decide di ospitare Lottie. Peccato che suo padre abbia già riattaccato il telefono e che Willa non possa andare a prenderla.

Mentre la storia si dipana nell’arco dei decenni, oscillando tra tre Willa di età e consapevolezza diverse, il lettore viene messo a conoscenza della natura violenta del padre di Willa, di come ha spezzato l’intera famiglia e di quanto il dolore sia ancora vivo nel cuore di Willa.

Violenza di genere e non solo

Quella della violenza di genere è una tematica molto comune nella letteratura contemporanea australiana, specialmente se ambientata in ambienti rurali. Questo è, probabilmente, dovuto al fatto che il consumo di alcol è un problema reale in tutta l’Australia e che risulta spesso in episodi di violenza domestica o sessuale.

Una vita di giorni impossibili vuole sensibilizzare il lettore tramite una storia studiata per accattivare e coinvolgere. Sin dai primi capitoli, Tabitha Bird fa leva sulla curiosità del lettore e dissemina “indizi” in modo da guidare la comprensione al testo, senza apertamente svelare cosa si cela nel cuore della storia.

Il romanzo è godibile, a tratti persino tenero, ma tocca tematiche che vanno recepite e approcciate con attenzione.

Una vita di giorni impossibili e il lato oscuro dell’Australia

Per molti lettori, Una vita di giorni impossibili sarà un’esperienza che metterà alla prova. Si tratta, comunque, di una lettura che è importante fare affinché si possa iniziare a diffondere una maggiore consapevolezza delle storie che si nascondono nell’Australia rurale.

Un altro spunto per interpretare il romanzo potrebbe essere una lettura “maschile” della storia, fatta nel contesto della letteratura australiana contemporanea. Ci si potrebbe, difatti, domandare se la prevalenza di personaggi maschili (e paterni in particolare) dipendenti dall’alcol non stia dando vita a un filone letterario che ritrae quasi esclusivamente figure maschili tossiche.

In conclusione, Una vita di giorni impossibili metterà alla prova intelligenza e sensibilità del lettore, come ogni buon prodotto letterario dovrebbe fare. Complimenti a Tabitha Bird per la sua pubblicazione e buona lettura a tutti.

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