Zodiaco Street Food, la recensione di Corrado Ravaioli del travolgente romanzo di Heman Zed pubblicato da Neo Edizioni.

Zodiaco street food, la recensione

  • Titolo: Zodiaco Street Food
  • Autore: Heman Zed
  • Editore: Neo Edizioni
  • PP: 232

Romeo Marconato è un piccolo criminale del Nordest. Dopo una parentesi nella Mala del Brenta e un breve periodo carcere, sceglie di mantenere un profilo criminale basso. Si dedica al contrabbando di prodotti alimentari, meno redditizio ma più sicuro.

Zodiaco street food, risate a ripetizione

Il suo fiore all’occhiello è la catena di 12 food truck, uno per ogni segno zodiacale, con i quali ha sbaragliato la concorrenza da Chioggia a Padova. I panini realizzati con materie prime scadenti appaiono come gourmet agli occhi dei nottambuli che si presentano davanti ai furgoni in preda a fame chimica.

Romeo è il protagonista del nuovo romanzo di Heman Zed, da poco pubblicato da Neo Edizioni, un pulp ricco di sorprese e situazioni grottesche che strappano risate a ripetizione.

Una famiglia complicata

Se la vita professionale regala qualche soddisfazione, sul fronte familiare questo imprenditore sui generis ha più di un grattacapo.

La moglie, un tempo amata alla follia, vive ancora con lui nonostante i rapporti siano congelati da anni. Hanno deciso di vivere nella stessa casa dopo che il figlio Moreno, in preda alle allucinazioni da mix di alcol e droghe, ha tentato il suicidio e minaccia di farlo ancora se i genitori dovessero separarsi.

Come dimostra il protagonista della storica serie dei Soprano, la vita del criminale è stressante. Romeo si affanna tra la piccola impresa gastronomica, condita da una complessa gestione dei rifornimenti e le “necessarie” intimidazioni ai potenziali concorrenti, e il ménage familiare, farcito di litigi infuocati con la moglie e inutili discorsi motivazionali al figlio, nel vano tentativo di coinvolgerlo nel business di famiglia.

Unica concessione a questa routine sono le sortite a Venezia nel ristorante dell’amico Sebastiano, dove si gode un fritto di pesce innaffiato di bianco frizzante.

Tra spie ex Kgb, autori televisivi e il sogno di svoltare

Attorno a Romeo, gravitano alcuni personaggi sgangherati che finiscono per innescare i principali snodi narrativi. Il primo è una donna, ex spia del kgb affascinante e glaciale, finita a lavorare in un ristorante di Venezia dopo la caduta del muro. Insieme al protagonista troverà l’occasione per rispolverare tecniche di combattimento e altre abilità insospettabili per recuperare un tesoro che potrebbe consentirle di “svoltare”.

Contemporaneamente, sulla strada di Romeo finiscono gli autori di un talent gastronomico della tv svizzera. Il programma ha bisogno di una spinta per la nuova stagione e i due, finiti per caso a mangiare un panino dello Zodiaco Street Food, decidono di puntare sull’avvenenza folkloristica del signor Marconato.

L’obiettivo è quello di mettere in scena un duello epico in termini di trash televisivo, tra il campione incontrastato, maestro della cucina semplice, e un’esponente dello street food.

Romeo Marconato, un personaggio che esce dalle pagine del libro

Quello che non ho raccontato è la presenza del protagonista. A differenza di quanto accade a volte in romanzi di questo genere, l’autore ha tratteggiato un personaggio a tutto tondo, capace di uscire dalle pagine del libro.

Sotto la scocca del piccolo gangster di provincia, Romeo si rivela dotato di un’umanità sorprendente e intuizioni fulminanti. Dietro la parlata caratteristica scelta dall’autore, un felice mix tra italiano, dialetto veneto e forse qualche neologismo creato ad hoc, si nasconde il carattere di un uomo che ha superato molte prove e ha una sua etica forte.

Tutto questo convive brillantemente con l’aspetto caciarone, la collana d’oro portata con orgoglio sotto la camicia aperta e l’auto sportiva di chi vuole ostentare un certo stile di vita. Un personaggio memorabile.

Zodiaco Street food, un hard boiled divertentissimo

Sulla trama è pericoloso spendere altre parole. Siamo di fronte a un hard boiled divertentissimo, che può ricordare i film più riusciti di Guy Ritchie e in ambito narrativo nostrano mi ha fatto pensare al primo libro di Matteo Strukul La ballata di Mila.

La trama è ben congegnata, e i colpi di scena trovano incastri perfetti, tra una situazione comica e l’altra. Ovviamente c’è spazio per l’azione, intesa come scazzottate e sparatorie, e qualche momento toccante.

Un romanzo da leggere tutto d’un fiato, come fosse una bella birra ghiacciata sotto il sole d’agosto. O un panino unto dello Zodiaco Street Food di ritorno da un rave.