Circa Jerk Full

Sono un uomo, del nord Italia. Ho dimenticato quanti anni ho su una provinciale, anni fa, rapito dai fuochi fatui sul ciglio della strada. Mi firmo Jerk per alcune ragioni. Primo, perché sono davvero un idiota; almeno rispetto a quello di cui scrivo qui, ossia dei libri che leggo e che mi piacciono, delle cose che vedo e mi colpiscono e delle questioni politiche che mi ammorbano. Secondo, perché Jerk significa anche “strattone” e io, se riesco, qualche strattone voglio darlo. Terzo perché il film “The Jerk”, con Steve Martin, mi è piaciuto dannatamente. Quarto, perché “to jerk (off)” significa “masturbarsi”. E, alla faccia dei preti che da piccolo dicevano che farsi pugnette abbassava le diottrie, Dio solo sa quanto faccia bene, ogni tanto, masturbarsi un po’. La testa, naturalmente. Non sono un critico letterario, né un letterato; men che meno un giornalista o un intellettuale: nella vita, come si suol dire, faccio altro. Non aspettatevi puntualità: le mie lancette sono il ghiaccio (quello dell’ “on the rock”, per intenderci), il mio orologio un buon torbato. Quando avrò voglia, scriverò. Se ciò che scriverò vi piacerà, brinderò con un whisky. Se non vi piacerà, amen: ne ingollerò due per dimenticare. Burp.

Sesso e lucertole a Melancholy Cove

Di |2016-08-17T11:10:56+02:0031 Maggio 2013|Bollito duro|

Ho scoperto Christopher Moore. Mi sono fatto un acido letterario. E mi sono dannatamente divertito. Infatti, non conoscevo questo autore americano di Toledo (qualche notizia in più sul personaggio la trovate nella bella intervista di Giovanni Fioretti su Sugarpulp), che è un trionfo di visionaria e follemente realistica fantasia.

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