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La palude dei fuochi erranti, recensione

La palude dei fuochi erranti, la recensione di Corrado Ravaioli del nuovo romanzo storico di Eraldo Baldini.

La palude dei fuochi erranti, recensione

A tre anni di distanza dall’ultimo romanzo, Eraldo Baldini riporta i suoi lettori in territori che ben conoscono, a partire dal suo classico Mal’aria.

Quelle terre sospese, tra paludi e pianure infinite, dove il folklore si scontra con la religione e l’incontro tra magia e superstizione crea leggende. Le stesse che si tramandavano davanti al focolare anni fa.

La storia raccontata ne La palude dei fuochi erranti (Rizzoli) è collocata a Lancimago, località di fantasia già protagonista di un precedente romanzo dell’autore romagnolo.

È il 1630 e nel villaggio, immerso tra campi e acquitrini, gli abitanti vivono con angoscia la diffusione della peste, che ha già raggiunto le comunità vicine.

Durante la preparazione di una fossa comune in vista dell’epidemia, i monaci della locale abbazia scoprono numerosi scheletri, all’apparenza morti in maniera violenta. Mentre ci si interroga sulla vicenda, arriva nel villaggio il commissario apostolico Monsignor Diotallevi, chiamato a gestire i cordoni sanitari per limitare l’epidemia.

I lavori di allestimento sono funestati da eventi inspiegabili: fuochi sospesi, animali scomparsi, untori misteriosi e altri fenomeni, scatenano le più disparate considerazioni.

Diotallevi si incarica dell’indagine, mentre l’uomo di scienza Ferdinando Zecchini, giunto a Lancimago per analizzare i terreni, cercherà di svelare il mistero a modo suo.

Sono eventi naturali? C’è lo zampino del maligno? Potrebbero essere provocati dall’uomo? Nel corso delle indagini la disputa tra fede e ragione viene più volte sollevata e il percorso verso la verità è abilmente disseminato di trabocchetti e false speranze dalla penna di Baldini.

Nessun personaggio è come appare, ognuno nasconde qualcosa. La prosa elegante dell’autore romagnolo trascina il lettore nel fango di una palude che è fisica ma anche psicologica, un mondo affascinante quanto ostile, dominato da soprusi e processi sommari, dove gli unici personaggi positivi sembrano essere quelli di Maddalena o Luigia, donne segnate da traumi passati ma dotate di un rigore morale e una resistenza invidiabili.

Le ricerche dell’autore condotte sulla storia di questo territorio, sfociate in una ricca saggistica, rendono appassionante e accurata la rappresentazione del contesto in cui si muovono i protagonisti.

Siamo di fronte a un gotico rurale, con venature di giallo e la precisione di un romanzo storico. Davvero un ritorno in grande stile per Eraldo Baldini

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