– E quella? – fa Giulio indicando la pistola, – da dove cazzo esce? – E’ la spara razzi di mio padre – risponde Tony rigirandosela in mano con un’espressione compiaciuta, – potrebbe essermi utile, credo. – A fare cosa? – lo tampina divertita Valentina – ad avvertire la capitaneria di porto in caso dovessi affondare nel muschio? I due sul divano, colpendosi a spallate ridono senza pietà. – No stronzi. E’ grossa e fa casino. E poi potrebbe essermi utile. Conosco il bosco come le mie tasche ma, che ne so, potrebbe servirmi un po’ di luce in più. Valentina e Giulio si azzittiscono. Si guardano. Sbattono ripetutamente le palpebre. Poi lei si alza in piedi di scatto. – Ok fenomeno, io sono con te. Tony serio le passa la torcia. – Sapevo di poter contare su di te. Ora tutte due guardano Giulio ancora seduto sul divano con la canna fumante in mano e con uno sguardo vagamente confuso. – E tu genio che fai? – fa Valentina puntandogli il fascio di luce in faccia. – Che cosa faccio? – domanda lui cercando di ripararsi dalla luce – e me lo chiedi pure? Cazzo, non mi perderei sta cosa per niente al mondo. Prontamente Tony afferra dallo scaffale un’altra torcia e gliela getta. Si volta sul tavolo da lavoro del vecchio, osserva pensieroso tutti gli attrezzi appesi alla parete e libera una sega a motore. – Bene, andiamo a dare il nostro benvenuto agli alieni.

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